Non dire (niente) di Xabier Erkizia

Non dire niente
Titolo: Non dire niente
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Genere:
Editore:
Numero di Pagine: 52
Questo libro raccoglie la documentazione sorta all’ interno dell’installazione sonora NON DIRE (NIENTE) presentata nello spazio Santa Rita di Roma nel novembre del 2015.

AUTORE

Xabier Erkizia (Lesaka, 1975) è musicista, produttore e giornalista. Dopo aver studiato radio e televisione e aver lavorato nel mondo del giornalismo, ha dedicato gli ultimi 15 anni alla creazione sonora, dando importanza soprattutto alla musica, alla ricerca, al disegno del suono e alla cultura dell'ascolto.
Risultati di questo lavoro sono le sue numerose installazioni di suoni, improvvisazioni libere, rock sperimentale, colonne sonore di film, opere radiofoniche e saggi scritti, in campi e con supporti diversi, individualmente o collaborando con diversi artisti internazionali.

Ha pubblicato diversi saggi sul fenomeno della creazione collettiva ed è un
collaboratore regolare dei media, in particolare di stampa e radio

 

NON DIRE (NIENTE) è il primo libro che pubblica.

 RECENSIONE ED OPINIONI

Sono sempre stata affascinata dalle vecchie radio e dai suoi fruscii dal quale captare qualche suono o parola che ci sembra familiare. La metafonia è un arte, se così possiamo definirla, secondo il quale si possono captare piccoli pensieri di anime su altri piani astrali o altre dimensioni. Ma ovviamente questo è un concetto molto personale.

 

Tale libro prende avvio dal lavoro di Armand Robin (1912-1961) poeta, traduttore e giornalista anarchico. Questo intellettuale francese che visse due guerre mondiali dedicò gran parte della sua vita ad ascoltare le radio di tutto il mondo, prima per il Ministero degli Interni francese e poi per conto suo.

Ogni notte, ho il bisogno di diventare tutti gli uomini e tutti i paesi.

Per anni passò le notti, oltre a compiere il suo lavoro di spia, a realizzare lunghi ascolti che gli sarebbero serviti per scrivere diagnosi critiche e precise dei sistemi di propaganda dell’epoca.

Che poi avrebbe trasformato nei “bulletin d’ecoute”.

Oggi che di quei “bollettini di ascolto” si sono purtroppo perdute le tracce,
Erkizia interviene “re-inventando” un nuovo diario sonoro e proponendoci una
nuova esperienza di ascolto.

Oltre ai testi ci sono alcune fotografie ed anche delle note e dei silenzi anonimi, scritti da alcuni visitatori durante i giorni in cui l’installazione è rimasta aperta al pubblico, utilizzando una macchina da scrivere che si trovava fra gli oggetti dell’installazione stessa.

Consigliato a chi predilige letture particolari e fuori dagli schemi, e agli amanti delle vecchie radio.
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