Lo ZEN e il tiro con l’ARCO

Lo zen e il tiro con l'arco
Titolo: Lo zen e il tiro con l'arco
Categorie:
Editore:
Pubblicazione: 01/01/1975

 

 

Non vi è né vi può essere altra via alla mistica se non quella della propria esperienza e sofferenza...

 

Una lettura breve ma intensa. Il libro "Lo zen e il tiro con l'arco" contiene davvero poche pagine, che però raccontano in modo esaustivo l’esperienza autobiografica dell’autore. Un insegnante tedesco di filosofia, decide di voler comprendere quella che è la filosofia orientale, e allora cosa fa?

Approfitta di un periodo in cui gli viene affidata una cattedra in Giappone e si dedica all’apprendimento del tiro con l’arco, un’arte che diventa un tramite per entrare in contatto con una disciplina che non viene adottata in occidente.

 

 

Il tiro con l’arco è una disciplina le cui caratteristiche consentono di capire cosa significa recuperare la propria vera spiritualità eliminando tutto ciò che è superfluo, tutto ciò che è solo contorno. Nonostante il libro tratti un argomento non facile da trattare, l'autore ha saputo con i suoi concetti esprimersi al meglio, senza cadere nell'uso di parole troppo idilliache o illusorie. E' rimasto con i piedi per terra e ci ha raccontato la sua esperienza.

 

Per noi occidentali lo zen può essere considerato una religione o anche una filosofia, ma in realtà è molto di più. Apprendere l'arte dello zen significa assumere, un atteggiamento completamente differente dal nostro. Significa privarsi di tutto ciò che è esteriorità superflua, perché allontana dal nostro vero sé.

Per noi occidentali, tutto è legato a qualcosa di materiale e tutto deve essere concretizzato, mentre per la disciplina orientale, tutto si basa sul proprio Io e la propria spiritualità.

Pone infatti l'accento sulla necessità di perseverare e di non cercare scorciatoie nell'apprendimento, perché impoveriscono l'esperienza e fanno mancare il vero bersaglio.
Occorre imparare a ritornare bambini, infatti quando loro si muovono, giocano o si dedicano ad altro la fanno spontaneamente o in modo istintivo.

Lo zen insegna ad accettare che le cose accadano semplicemente perché accadono e non si può fare diversamente. Insegna inoltre il distacco e l'importanza di una concentrazione data soprattutto da una respirazione consapevole e controllata.

L'inspirazione, disse una volta il Maestro, lega e collega, mentre si trattiene il respiro avviene tutto ciò che è giusto, e l'espirazione scioglie e porta a compimento, superando ogni limitazione.

 

È un romanzo di formazione che mette ben in evidenza cosa significa il rapporto allievo-maestro. Tra loro ci sono poche parole, molti pensieri, molta osservazione e imitazione scrupolosa delle azioni che il maestro compie. Chiedere spiegazioni è un atteggiamento tipicamente occidentale che denota fretta e poca fiducia.
L’esperienza è ciò che davvero insegna, le parole non possono fare altro che raccontare qualcosa che può e deve essere solo vissuta.

L’occidente è talmente radicato nella razionalità da avere la presunzione di pensare che le cose accadono solo perché siamo noi a farle accadere e non perché così devono essere.

La morale del libro? Abbandonarsi alla corrente della vita e non desiderare mai che le cose accadano come noi le vogliamo. Se devono accadere le cose accadono indipendentemente se noi lo vogliamo oppure no!

 

Lettura consigliata a chi si vuole approcciare al tema zen e spiritualità. Lo consiglio a chi vuole iniziare con un piccolo libro e con poca teoria. L'esperienza è alla base di questo libro e si fa apprezzare con le sue frasi semplici e lineari!

 

Precedente L'Orribile KARMA colpisce ancora di David Safier Successivo L'ESTATE DEI FANTASMI di Saundra Mitchell

Commenta