KITCHEN di “Banana Yoshimoto”

Kitchen
Titolo: Kitchen
Categorie:
Editore:
Numero di Pagine: 160
Pubblicazione: 08/03/1993
Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, e rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. Ma la famiglia si può non solo scegliere, ma anche inventare.

 

Kitchen è il primo libro che ho letto di questa autrice giapponese ed è stata una gran bella scoperta.

Sicuramente cercherò di recuperare altro di tale autrice per poter fare paragoni e capire se realmente è un'autrice che è nelle mie corde!

Kitchen parla di argomenti tristi quali la morte, la solitudine e quella sensazione di non riuscire ad andare avanti, tipica di chi resta dopo un grave lutto.

In questo romanzo la cucina per Mikage rappresenta il cuore della famiglia, quella famiglia sempre desiderata. Questo perché Banana Yoshimoto vuole trasmettere ai lettori l’idea che la famiglia si possa non solo scegliere, ma anche inventare o addirittura ricreare.

Il titolo quindi svia un pò il lettore che immagina di ritrovarsi una storia incentrata sulla cucina, su piatti tipici o per lo meno che la maggior parte della narrazione avvenga in quella zona, ma così non è. La cucina è un'ancora di salvezza o meglio ancora una Confort zone per la protagonista.

Nonostante affronti temi così difficili, Kitchen non trasmette tristezza, né emozioni negative. Il libro evoca il nostro lato malinconico, quello che di solito cerchiamo di nascondere alle altre persone.

Ambientato nel Giappone moderno, tale libro ci offre anche uno scorcio di quella società assai lontana dal nostro modo di essere europei, grazie anche alla splendida traduzione di Giorgio Amitrano.

Banana Yoshimoto è riuscita a descrivere molto bene, con uno stile moderno e originale, degli stati d’animo che sono difficili da immedesimare e da trasmettere.

L’autrice di Kitchen è riuscita a farmi comprendere bene cosa provano i protagonisti del suo libro nonostante si tratti di un genere che ha poca azione e pochi colpi di scena. Ci troviamo davanti ad un libro che parla di interiorità e di sentimenti, non di azioni e convivialità.

Protagonista del libro è Mikage che rimasta orfana, dopo la scomparsa della nonna, rimane completamente sola nella sua casa e non avendo più nessuno a cui aggrapparsi, instaura un rapporto profondo con la famiglia Tanabe. Questa famiglia sa come rompere gli schemi e decide di ospitarla per alleviare la sua solitudine. Questa nuova famiglia in cui Mikage si ritrova a vivere è composta dalla stravagante madre, la signora Eriko e suo figlio Yuichi.

 

Se ami i paesaggi asiatici e la cucina giapponese, Kitchen, è una lettura adatta a te. Grazie alle descrizioni ben dettagliate è possibile immaginare gli scenari descritti da questa sensibile scrittrice. Lo consiglio quindi a chi ama il mondo Giapponese e vuole cimentarsi in una lettura veloce e semplice, ma di gran classe.

 

Precedente Sai tenere un segreto? di "Sophie Kinsella" Successivo VORRESTI ESSERE ME? di Arianna Ciancaleoni

Commenta