Recensione “The Giver – il donatore” di Lois Lowry

Editore: Giunti

Anno: 1993

Autore: Lois Lowry

Pagine: 256 p., Rilegato

“Queste sono le cose che faccio. La mia vita è qui”.
“in questa stanza, vuole dire?”
“no” il donatore scosse la testa e si portò una mano al viso e poi al petto “qui, dentro di me. Dove esistono le memorie”

CURIOSITA’

The Giver è il primo capitolo di una quadrilogia che è proseguita con:

La rivincita – Gathering Blue (2000), Il messaggero (2004) e Il figlio (2012)

Il 15 agosto 2014 esce nelle sale statunitensi The Giver – Il mondo di Jonas, adattamento cinematografico del romanzo.

 

SINOSSI

Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori.

Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina.

Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando.

 

RECENSIONE

The Giver è il primo libro di una serie che conoscevo ma non avevo mai letto, solo dopo aver visto il film mi sono decisa a leggerlo.
Le differenze tra film e libro, come sempre, sono tante ed evidenti. Io ho preferito il libro, perché nel film ci sono concetti che, secondo me, non sono spiegati al meglio.


The Giver racconta una storia originale con un quadro abbastanza chiaro sul mondo descritto.

Posso dire che ho letteralmente divorato questo libro e non ho impiegato neanche una settimana a leggerlo!

Nella storia ci sono pochi personaggi ma ben trattati, che mettono in luce, come è giusto che sia, il protagonista del primo capitolo di questa saga.
Jonas, un Undici che aspetta con  ansia e preoccupazione l’arrivo della cerimonia annuale di Dicembre.
Il Comitato degli Anziani designerà i nuovi Dodici associando a ciascuno di loro un ruolo adatto nella Comunità.

Una Comunità è composta da più unità familiari, dove ciascuna Unità familiare è composta da: Mamma e Papà: un maschio e una femmina, che con il tempo verranno loro assegnati come Figli, un maschio e una femmina.

Una Società davvero singolare, dove tutti devono seguire regole ferree, conformi al regolamento che deve essere sempre rispettato.
Qualora non lo fosse, ci saranno dovute punizioni, e per i casi più gravi, il Congedo.
Ogni persona congedata dovrà essere espulsa dalla Comunità e verrà mandata verso un Altrove ignoto.
Altrove appare un mondo lontano e curioso, ma del quale nessuno nella società di Jonas parla volentieri.
Per questo il protagonista, dopo essere stato designato come Accoglitore di Memorie durante la cerimonia, dovrà vedersela con una nuova consapevolezza di vita, riuscendo a scoprire attraverso l’aiuto del Donatore la parte oscura della Comunità in cui ha sempre vissuto, ma che non ha mai conosciuto veramente.
Jonas dovrà vedersela anche con le nuove emozioni della pubertà , ma la Comunità non gli permetterà neanche di poter godere della più piccola sensazione che la sua età gli regala, perché dovrà assumere come tutti gli altri una pillola per far tacere il corso naturale dei suoi ormoni. tutto verrà come anestetizzato.
Ho trovato veramente emozionante e profondo lo scambio delle memorie dal Donatore a Jonas, ed è qui che il vero sentimento della storia nasce e cresce, anche se evoca cose non troppo piacevoli che sovrastano le cose positive.
Non voglio ovviamente svelare troppo della storia, per chi non l’avesse ancora letta, ma soltanto leggendo fino alla fine questo volume, si può capire quanto amore ci sia contenuto, e parlo di amore esistenziale, amore viscerale per il creato.
In questo primo libro della saga, non vi aspettate un rapporto sentimentale fra due adolescenti.

Lo stile adottato è privo di fronzoli ed è diretto, lascia interpretare a noi il finale.

Riflessivo e, almeno per quanto mi riguarda, evolutivo – datemi pure della matta per questo – ma leggendo questo libro, mi ha è sorto il pensiero: “E se una cosa del genere accadesse per davvero?”.
Un romanzo che, con la sua verità, è stato visto quasi come un libro scandalo, per aver trattato molti temi difficili e quasi proibiti, ma è proprio questo che lo rende speciale e unico.

Un libro commovente e istruttivo, perché apre gli occhi sul mondo che ci circonda, ma ci imprime il cuore di una speranza, quella di poter trovare un giorno il nostro Altrove.
Considerando che questo libro fu scritto nel 1993  direi che è un libro totalmente innovativo per quel tempo, ma soprattutto trattava argomenti ancora abbastanza “delicati”. Credo che il suo voler scrivere questa storia, sia una sorta di ribellione per tutte le forme di totalitarismo. E credo che ci sia riuscita in pieno.

Io cercherò i libri successivi, perché sono davvero curiosa di conoscere come continua la storia di Jonas. E voi?

 

 

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