Recensione “Dopo lunga e penosa malattia” di Andrea Vitali

Andrea Vitali

Editore: Garzanti Libri

Collana: Narratori moderni

Anno edizione: 2008

Pagine: 176 p. , Rilegato

SINOSSI

Sono le tre di notte del 4 novembre. Il dottor Carlo Lonati viene chiamato per un’urgenza, il paziente lo conosce bene. Attraversa sotto una pioggia micronizzata i cinquecento metri che lo separano dalla casa del notaio Luciano Galimberti, suo antico compagno di bagordi. Può solo constatarne la morte per infarto. Ma c’è qualcosa che non lo convince, e nelle ore successive arrivano altri indizi e i sospetti crescono.

Il dottore non può fare a meno di indagare: vuole sapere se il suo vecchio amico è davvero morto per cause naturali. Per farlo, dovrà conquistare la fiducia della moglie e della figlia di Galimberti. E scoprire che la verità si trova forse sull’altra sponda del lago di Como.

“Dopo lunga e penosa malattia” è l’unico giallo scritto da Andrea Vitali. E forse non è un caso che abbia come protagonista un medico sensibile e acuto.

L’indagine è concentrata in una settimana, tra le esitazioni dell’improvvisato detective e il moltiplicarsi di tracce e confidenze, fino al colpo di scena finale.

 

RECENSIONE

Un medico di Bellano, viene chiamato al capezzale di un paziente, che al suo arrivo è già morto. Uno strano odore di fritto ed altre piccole incongruenze lo spingono ad indagare su quello che realmente è successo. Secondo me, nonostante sia ben scritto, è un libro che pecca di parte misteriosa, cosa che ci dovrebbe essere abbondantemente in un giallo.
Il finale inoltre sta alla fantasia del lettore. Possiamo definirlo un finale aperto, molto aperto, troppo aperto. Vitali ci lascia aperta la possibilità di decidere che cosa succederà dopo l’ultima pagina del libro, ma con addosso un sacco di domande a cui non sappiamo dare una risposta.

Non si tratta, come ho già detto, di un giallo classico, non c’è un ispettore, non esiste un’indagine vera e propria, ma vi è solo il medico che ha dei dubbi. Egli riceve una serie di telefonate anonime, e capta coincidenze e segnali che lo obbligano in un certo senso a cercare la verità.

Troppi interrogativi aperti soprattutto per quelli poco perspicaci come me: ma cosa c’entra il farmacista? Chi ha dettato il necrologio? Chi sarebbe la terza donna? Nessuna risposta a queste domande.
Forse Vitali voleva renderlo ancora più realistico perchè nella vita vera spesso le vicende come queste non si riesce a spiegarle fino in fondo ma… con questo tipo di finale si resta con il famoso “pugno di mosche” in mano!
La lettura invece l’ho trovata piacevole, scorrevole, semplice e mai pesante, grazie alla sua scorrevolezza e alle ben delineate descrizioni  . Capitoli brevi e concisi da poter leggere in ogni momento senza restare troppo appesa. 

Una lettura piacevole che si può tranquillamente consigliare a chi preferisce delle letture leggere.

 

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