Recensione “Le ragioni del cuore” di Andrew Mark

“Quando credi di aver perduto l’amore per sempre, non seguire i percorsi della mente, ma ascolta.”

 

Sinossi

Sferzati dalla brezza marina, illuminati dalla luce della luna livida di una giornata di burrasca, due sconosciuti s’incontrano in una località sulle coste del Maine.

Lui è Jackson, professore di fisica, tutto logica e razionalità, lei è Livvy, proprietaria di un piccolo albergo del luogo.

Per l’uomo, fino a poco tempo prima, ogni evento della vita poteva essere compreso e spiegato e spiegato scientificamente, imbrigliato in leggi ferree e immutabili. Ma da quando un furgone assassino, con un ubriaco al volante, gli ha ucciso sul colpo l’adorata famiglia, il suo universo ordinato è andato in pezzi.

Nessuna formula gli restituirà mai la dolce moglie Nancy e i teneri Nathan di sei anni e Franny di due, nessun enunciato gli dirà perché, nessun principio lo consolerà.

In fuga dai ricordi lungo le strade secondarie d’America, Jackson scopre nella bella Livvy un’anima che si rispecchia nella sua. I giorni trascorsi insieme in un altalenare di timidi slanci e ombre improvvise, velate confessioni e silenzi eloquenti sembrano sciogliere a poco a poco il ghiaccio dei loro cuori, ma…

Nella tradizione de “I ponti di Madison County” e di “Le parole che non ti ho detto”, un romanzo intenso e struggente, un’incantevole storia d’amore, e di speranza, sullo sfondo di paesaggi dai contorni morbidi e sfumati, ricchi d’indicibile suggestione.

 Trama e Recensione

Jackson è un docente di fisica, tutto razionalità e logica: per lui ogni evento dell’esistenza può essere spiegato razionalmente. Ho trovato davvero originale l’analogia tra le leggi della fisica e le vicende dei protagonisti: l’ attrazione di due corpi, il loro impatto e così via.

 Quando sua moglie e i loro due bambini muoiono investiti da un ubriaco, la vita ed i principi di Jackson subiscono uno sconvolgimento totale. Si mette a pedinare il colpevole e, accidentalmente, lo uccide.

Fugge così sulle coste del Maine, dove inizia un’appassionata relazione con Livvy, la proprietaria dell’albergo dove alloggia. Ma improvvisamente Jackson decide di tornare a casa per costituirsi: prima di abbandonarsi ai sentimenti deve risolvere le pesanti questioni che ha in sospeso con la giustizia e soprattutto con la sua coscienza. Lascia Livvy nella certezza che lì, presso di lei, ci sono l’amore e la vita…

Nulla di eclatante come storia, ma tutto profondamente vero, le persone che soffrono con dignità non hanno bisogno di grandi azioni per viverlo.

Tutto sommato, un libro che a ritrovarselo tra le mani si legge volentieri, quindi lo consiglio a chi preferisce letture semplici.

Libro che ho trovato sul genere di Sparks, quindi scorrevole e che si fa leggere tranquillamente in un pomeriggio d’estate. Buone letture!

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