Recensione di “L’ANELLO DEL TEMPIO” di Jorge Molist

Editore: Sperling & Kupfer

Numero di pagine: 432

 Data di pubblicazione: 01/01/2005

Traduttore: C. Brovelli

“La vita va goduta durante il cammino. Quando arrivi in fondo, c’è poco da gustare. L’obiettivo è l’avventura, il tesoro è solo una questione di fortuna.”

SINOSSI

Il giorno del suo ventisettesimo compleanno Cristina riceve in dono due anelli. Uno è l’anello di fidanzamento del suo amato, con brillante. L’altro è un anello inaspettato, antico, con un grosso rubino, arrivato da un anonimo. Ma sarà proprio questo a cambiare la sua vita, la sua visione del mondo, la sua concezione della fede e dell’amore. Oltre che del tempo e dello spazio. Inizia così un viaggio che la porterà a Barcellona, sua città natale, per ricucire i rapporti con la sua famiglia e le sue origini, scoprire segreti inconfessati da secoli e venire a conoscenza di un’enigmatica eredità che legala sua esistenza all’interpretazione dei misteriosi codici dei templari.

RECENSIONE E OPINIONI

Questo romanzo è ambientato tra New York e Barcellona. Troviamo tre amici di vecchia data impegnati in una caccia al tesoro collegato alla drammatica vicenda dei Templari.

C’è Cristina, la figa avvocatessa di cui tutti si intrigano;

Oriol, presunto omosessuale ed esperto di storia medievale;

Luis, il cugino ciccione e burlone di Oriol, che non se lo fila nessuno.

Ovviamente ci sono anche i cattivi di turno, dei temibili trafficanti d’arte.

Inizia tutto dal suicidio del papà di Oriol, che lascia in eredità un trittico medievale, un anello dagli strani poteri che risale alla stessa epoca ed una strana richiesta: trovare il tesoro dei templari.

Ritornare alla vibrante città della sua adolescenza scatena ricordi di un periodo indimenticabile e sopratutto la riconduce all’affascinante ed enigmatico Oriol, un amore mai vissuto e abbandonato.

Adden­trarsi insieme nei vicoli, tuffarsi nella penombra della villa, Indagare furtivi tra chiese antiche e oscuri sepolcri, sfuggendo anche ad agguati di nemici inafferrabili, non farà che riavvicinarli sempre più. Inconfessabili segreti, traffici di opere d’arte, vendette e passioni s’intrecciano tra passato e presente in un romanzo che è un’autentica caccia al tesoro.
Jorge Molist farcisce il racconto di descrizioni e cenni storici che rallentano un pò il ritmo di tutta la narrazione, infatti alcune ho dovuto saltarle, mentre altre le ho trovate azzeccate e pertinenti.

Lo svolgimento della trama l’ho trovato un po’ lento, ma tutto sommato è stata una buona dose per non divorarmi il libro in pochi giorni e gustarmelo un pò alla volta durante la giornata.

Ho apprezzato anche l’accenno alle torri gemelle e all’ 11 settembre, che troviamo nella prima parte del libro. Ricordare e non dimenticare certi avvenimenti è il minimo che si possa fare e questo romanzo ci riporta lì per qualche istante e l’ho apprezzato!

Insomma, è un libro con buoni elementi, ma con piccole debolezze che mi hanno reso lenta la lettura, ma tutto sommato mi è piaciuto.

Consigliato agli amanti dei templari, delle Crociate e affini.

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